Riconosciuti 9 bimbi di famiglie arcobaleno

  • MILANO/COPPIE GAY

MILANO «Non penso che ci saranno reazioni dal Governo, ma in ogni caso, noi non cambieremo indirizzo». Così mercoledì il sindaco Sala ha commentato la registrazione all’anagrafe di nove bambini figli di quattro coppie di donne gay. La firma degli atti è avvenuta nella sala Giunta di Palazzo Marino. La scelta dell’amministrazione «non è un’opzione politica», ha continuato Sala, «quanto la voglia di rappresentare questa Milano: una città che continua a fare quello che ha fatto da tempo. Continueremo a essere così,  ministro Fontana o meno. Questo ci chiede la maggioranza dei nostri cittadini, soprattutto la fascia giovane della popolazione».

Una sfida aperta al neo ministro leghista che pochi giorni fa aveva negato l’esistenza delle famiglie arcobaleno, al quale Sala ha risposto indirettamente: le famiglie arcobaleno «esistono eccome. C’è una grande dose di ambiguità: al posto di fare i moralisti, io andrei a vedere nelle loro famiglie e nei loro ambienti sociali». Tra i bambini registrati ieri, la prima è stata una neonata di 3 giorni, poi è toccato al piccolo Eric, figlio di Francesca e (da ieri) di Corinna, le due  donne che avevano scritto una lettera al Comune chiedendo il riconoscimento della bigenitoritalità. Quindi è stato il turno di tre gemelli di 4 mesi. Infine è arrivata la famiglia con una figlia 16enne che ha dovuto dare il suo assenso. «Le “famiglie arcobaleno” per legge non esistono», ha tuonato l’assessore regionale De Corato, «l’unica famiglia che garantisce ad un bambino il diritto ad avere un padre e una madre è solo quella naturale. Questo atto è contro legge, contro natura e una vera vergogna per la nostra Città!». Per il consigliere popolare Forte, «Il Sindaco piega l’amministrazione a esigenze di propaganda. Il Sindaco non può creare il diritto, ma deve attenersi a quanto previsto dalle leggi dello Stato e sulle quali non ha facoltà di discutere», ha detto. ANDREA SPARACIARI