Ream, Appendino respinge le accuse

  • TORINO

TORINO «Ho tutelato la città e sono convinta di avere agito per il suo bene». Ieri la sindaca Chiara Appendino ha risposto ai cronisti che le chiedevano una dichiarazione sull’inchiesta Ream, legata alla caparra di cinque milioni di euro che il Comune ha restituito in ritardo alla società interessata alla riqualificazione dell’ex area Westinghouse.

«Avrei favorito il Comune, come sindaca, quindi non si tratta di vantaggi personali», ha precisato, per poi aggiungere: «Quando amministri enti come il Comune, Gtt e il Regio, in grandissime difficoltà economiche e in parte dissestati, è complicato». Per Appendino, tutto si basa su una questione tecnica: la restituzione è stata posticipata, ma poi è avvenuta senza alcun danno. Tuttavia secondo la procura il rinvio del pagamento è legato a un «falso ideologico in atto pubblico» perché lei, l’assessore al bilancio Sergio Rolando, l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana e il direttore del settore “Finanze” Paolo Lubbia avrebbero affermato l’esistenza di una trattativa con la società Ream che ai pm non risulta. In più è stato contestato l’abuso d’ufficio per aver violato una norma sugli impegni di spesa: violando quella norma hanno procurato «un ingiusto vantaggio patrimoniale al Comune» senza perseguire un «pubblico interesse».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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