«Vi presento la mia grande grande famiglia»

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ROMA La gioia, la confusione, ma anche la fatica e le immancabili crisi vissute da una famiglia numerosa, oggi sempre più rara da incontrare.  Tutto raccontato a doppia voce dalla mamma e dal papà, per ascoltare  e provare a comprendere il punto di vista di entrambi di fronte alle prove quotidiane. Si intitola “Ci vediamo a casa. La famiglia e altri meravigliosi disastri”, il libro pubblicato da Speriling &Kupefer e scritto da Gigi De Palo, 41 anni, presidente Nazionale del Forum delle Associazioni Familiari e da sua moglie Anna Chiara Gambini, 38 anni.  Metro ha incontrato Gigi De Palo.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro, tra le tante vostre incombenze?
«Ce lo ha chiesto la casa editrice. Ci è piaciuta l’idea di raccontare la vita familiare, senza edulcorare la realtà, ma senza neanche nasconderne la bellezza e la gioia. L’allegria di un’ammucchiata sul lettone la domenica mattina. L’emozione di ascoltare il respiro di un bimbo che dorme e di annusare il suo odore. Il cuore che batte all’impazzata in attesa del risultato di un altro test di gravidanza.. La quotidianità di una famiglia numerosa è fatta di questi e tanti altri momenti di straordinaria normalità, che abbiamo cercato di raccontare con spontaneità, disincanto e tenerezza».

A chi è rivolto il libro?
«È un libro per tutte le persone che vogliono figli e anche per chi non li vuole. Raccontiamo tutto senza sorvolare sulla grande fatica di crescere cinque figli oggi in Italia e a Roma in particolare. Con anche un bimbo disabile e senza essere ricchi di famiglia. Siamo davvero come tutti gli altri, che vorrebbero tanti figli ma non li fanno. Noi abbiamo avuto il coraggio, ma questo non ci ha risparmiato la grande fatica».

Quando avete messo su famiglia?
«Abbiamo iniziato questa meravigliosa avventura quando io avevo 27 anni e mia moglie 24. Ogni bambino  è stato sempre tanto desiderato. Certo i momenti di crisi ci sono stati e ci sono, ma abbiamo sempre deciso che era più bello così, tutti insieme. Mia moglie doveva laurearsi in Architettura. Ha dovuto lasciare. Oggi si occupa a tempo pieno di grafica, ma molto molto più di lavatrici».

Perché oggi si fanno pochi figli?
«Perché le istituzioni in Italia hanno davvero lasciato sole le famiglie. Non mettono proprio più in condizione di crearne una, se non a costo di immensi sacrifici. E non tutti riescono a fare questa scelta a cuor leggero. Ma noi vorremmo lanciare questo messaggio: nonostante tutto è bellissimo così».

VALERiA BOBBI

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