All'Hiroshima splende il Sole di Cat Power

  • Torino/Musica

TORINO È un'artista di culto, una cantautrice profonda e ispirata, che nella musica ha molto raccontato di se stessa, nel bene e nel male. Con un suono all'inizio etichettato come “dark-folk”, ma che strada facendo s'è arricchito di altre influenze e contaminazioni. Un appuntamento per palati fini quello di stasera all'Hiroshima, unica data italiana in solo di Cat Power, anteprima del Flowers Festival (ore 22, euro 32.20). 

La storia di Charlyn “Chan” Marshall (questo il suo vero nome), classe 1972, comincia da giovane bohémien in giro per gli States, prima di trasferirsi a New York dove muove i primi passi nella scena underground locale.

Debutta con una serie di dischi nella seconda metà degli anni '90, fra i quali spicca l'emozionante “Moon Pix”, di cui quest'anno ricorre il ventennale. Critica e pubblico apprezzano il suo stile minimale e intimista e le sue storie autobiografiche, spesso venate di tristezza, solitudine e malinconia. 

Anche la turbolenta vita privata, fra amori finiti male, abuso di alcool e problemi di salute, segna fortemente le sue canzoni.

L'ultimo lavoro, “Sun”, risale al 2012 ed è stato un piccolo shock per i vecchi fan, un po' perplessi di fronte a ritmi elettronici e arrangiamenti più complessi. Un disco di reazione all'ennesimo complicato periodo di vita, per guardare al futuro con maggior forza e ottimismo.

Intanto Cat ha annunciato sui social di avere nuovo materiale nel cassetto per un disco di prossima (si spera) uscita.

DIEGO PERUGINI

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