«Ho scritto per i big, ora firmo “Litigare” solo per me»

  • Musica/Davide Petrella

ROMA Il suo nome, Davide Petrella, forse non dirà molto. Eppure questo ragazzo napoletano, già leader di Le Strisce, è dietro a molte hit del pop nostrano, da “Fenomenale” della Nannini a “Vorrei ma non posto” di J-Ax & Fedez, da “Pamplona” di Fibra a “Poetica” di Cremonini.

Autore/coautore per tanti big (anche Emma, The Kolors, Elisa, Jovanotti e Renga) ora Petrella debutta in proprio con “Litigare”, in uscita venerdì. Si racconta in esclusiva a Metro.

Perché le popstar scelgono proprio lei? 
«Credo perché nello scrivere conservo uno spirito da ragazzino. E tanta passione. Quando lavoro coi big mi diverto, c'è sempre da imparare. Ci metto le mie idee ma tenendo sempre presente la loro storia. E funziona». 

Ora tenta la strada solista… 
«E mi prendo la mia libertà, non ho nulla da perdere. Inizio un percorso nuovo, facendo delle scelte non allineate al mercato». 

Com'è nato “Litigare”? 
«Avevo un disco già pronto, ma ho mandato tutto all'aria perché sono arrivate canzoni più urgenti. Amo le contaminazioni: trap, pop, canzone d'autore, elettronica».

E adesso? 
«Vediamo che succede. So quello che mi piace: la tv no, molto meglio il live». 

Qual è il segreto per scrivere una hit? 
«Non c'è. Ti accorgi subito quando un pezzo è scritto a tavolino. Magari funziona, ma dura poco. Io scrivo d'istinto, quando scatta la scintilla. E, poi, ci lavoro sopra: il talento va sempre  allenato».

DIEGO PERUGINI