Sulle moschee polemica con il Comune

  • Milano

«No alla proliferazione di moschee a Milano, magari pagate anche con i soldi delle ONG del Qatar sospettate di legami con l'estremismo islamico contiguo al terrorismo, come rischiava di accadere a Sesto San Giovanni se il voto non avesse spazzato via la giunta di sinistra». Lo ha dichiarato ieri Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda, commentando così il «Piano delle attrezzature religiose» inserito nel pgt presentato venerdì dal Comune di Milano, che prevede 18 nuovi spazi di culto per diverse confessioni, tra cui il riconoscimento di 4 moschee già esistenti ( via Padova/Cascina Gobba, via Maderna, Via Gonin  e Via Quaranta)  e l’assegnazione di nuovi spazi ad altre due moschee. Tra questi un’area del parcheggio di via Trenno e una in via Esterle, che hanno già scatenato la protesta di Marco Bestetti (Fi), Presidente del Municipio 7 sull’ipotesi di via Trenno, dove dovrebbere nascere invece un hub di interscambio e il presidente del Municipio 2 Samuele Piscina (Lega).  A rincarare la dose Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera e coordinatrice lombarda: «Il via libera della Giunta Sala a sei luoghi di culto di religione islamica non tiene conto delle norme indicate da Regione Lombardia, delle criticità già vissute in molti quartieri della città e di possibili fenomeni di radicalizzazione».

 

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