Papa Francesco a Ostia «Basta omertà e soprusi»

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ROMA «Abbattete i muri di indifferenza, omertà e prepotenza. Serve legalità». Papa Francesco ha varcato ieri uno dei quartieri di Roma più segnato dalla criminalità e ha lasciato la sua testimonianza. Dopo 50 anni un Pontefice è tornato a Ostia per celebrare il Corpus Domini, l’ultima volta fu nel 1968, con Paolo VI.

«Il Signore ci chiama anche oggi a preparare il suo arrivo, anche in questo luogo, il cui nome - Ostia - richiama proprio l’ingresso, la porta. Signore, quali porte vuoi che ti apriamo qui? Quali cancelli ci chiami a spalancare, quali chiusure dobbiamo superare? Gesù desidera che siano abbattuti i muri dell’indifferenza e dell’omertà, che siano divelte le inferriate dei soprusi e delle prepotenze, e che siano aperte le vie della giustizia, del decoro e della legalità».

E così come Ostia non deve essere lasciata sola, neanche le persone più povere e bisognose. «Gesù - ha rimarcato Bergoglio - non predilige luoghi esclusivi ed escludenti. Ricerca posti non raggiunti dall’amore, non toccati dalla speranza. Lì desidera andare e chiede a noi di fargli i preparativi. Quante persone sono prive di un posto dignitoso per vivere e di cibo! Ma tutti conosciamo persone sole, bisognose: sono tabernacoli abbandonati».

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