Balo capitano azzurro? «Un segnale ai razzisti»

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CALCIO L’avversario di stasera all’Allianz Stadium di Torino è l’Olanda, ma il nemico da battere è il razzismo. Dallo striscione della vergogna a San Gallo («Il mio capitano è di sangue italiano») al caldo abbraccio dei tifosi del Nizza («da noi sarai sempre capitano»): il rientro di Mario Balotelli in azzurro torna ad agitare rigurgiti razzisti che nulla hanno a che fare con il pallone. E le sue parole ieri sono andate oltre il calcio e la partita di stasera: «Devo essere sincero. Fare il capitano, per me, non cambierebbe più di tanto. Io sono in questa Nazionale per fare gol, non per fare il capitano. Ma per gli altri potrebbe essere un bel segno: soprattutto per gli immigrati africani, sarebbe un segnale forte per chi come me è originario dell’Africa».
«L’Italia sia più aperta»
Balotelli, spesso fischiato e destinatario di «Buuuu» razzisti come tanti giocatori di colore, non le manda a dire all’Italia: « il Razzismo? Io l’ho vissuto sulla mia pelle, quando ero più piccolo. Non so se sia razzismo o gelosia. Di sicuro fa molto male e dà fastidio. È ora che l’Italia diventi più aperta come altri Paesi, come la Francia e l’Inghilterra. È ora di svegliarsi».
La formazione
 Per il resto, stasera contro l’Olanda la formazione azzurra è già fatta: Perin in porta, Caldara e Romagnoli coppia centrale con Zappacosta e Criscito sugli esterni. Centrocampo a tre composto da Jorginho, Cristante e Bonaventura, tridente offensivo con Belotti, Verdi e Insigne. Il modulo sarà il 4-3-3.

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