Se l'erede universale è l'amico a quattro zampe

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ROMA Per alcuni è una follia degna di chi ha perso il contatto con la realtà, per altri è la conclusione naturale di una vita focalizzata sull’amore per gli animali e allo stesso tempo caratterizzata dalla delusione nei confronti degli uomini, soprattutto se parenti stretti. Sono sempre di più negli ultimi anni i casi di paperoni che lasciano le loro fortune in eredità agli animali più cari, invece che a figli e nipoti. E alle cronache non sono arrivati solo i casi di cani e gatti, ma anche di beni consistenti lasciati a tartarughe, galline e scimpanzé. «La gente non capisce che per queste persone, gli animali sono come figli», spiega  l’avvocatessa americana Frances Carlisle, specializzata nei diritti degli animali.
Il caso più clamoroso è quello di Gunther IV, di proprietà di Maurizio Mian (ex industriale farmaceutico pisano e già presidente della società di calcio di Pisa) è il cane più ricco del mondo. Il suo patrimonio ammonterebbe a  373 milioni di dollari. Tra le sue proprietà c'è anche la vecchia casa di Madonna a Miami. Il suo erede, Gunther V, è addirittura il protagonista di uno spot di hotel di lusso. Leggenda vuole che Gunther abbia ereditato il suo patrimonio dalla contessa tedesca Carlotta Liebenstein che lo aveva destinato al suo predecessore, Gunther III.  A sua volta il padre di Gunther III era stato guarito da una grave malattia alla pelle da Eneo Mian, direttore dell’istituto di clinica dermatologica dell’università di Pisa e dal figlio Maurizio. La contessa, per gratitudine, aveva lasciato tutti i suoi soldi al cane e all’associazione, di cui faceva parte anche lo stesso Maurizio Mian.
 E guai a fare i furbi: una coppia di trentini di Arco ha perso un'eredità milionaria, per non avere tenuto fede al compito di badare al cane dell'amica defunta, che aveva lasciato loro due milioni di euro. Al cane Koki, un cocker di 12 anni, era stata lasciata la casa. Gli eredi diretti della signora, alcuni nipoti e un lontano cugino, si sono così aggrappati alla mancanza di cure per impugnare il testamento.

VALERIA BOBBI

 

«In Italia non si può fare testamente in favore di Fido»

MILANO «Una famiglia su tre vive in casa con un animale e per molte di loro il fine vita rappresenta un’incognita, anche rispetto al destino che spetterà agli animali di cui si stanno prendendo cura». I dati, e la preoccupazione,  arrivano dalla Lega Anti Vivisezione che, attraverso il suo vice presidente Roberto Bennati, ha intrapreso un percorso in collaborazione con il Collegio Notarile di Milano per affrontare il tema dei lasciti agli amici pelosi. A spiegare l’iter testamentario c’è il notaio Maria Clementina Binacchi.

Si può fare testamento in favore di  animali?
«In Italia non è permesso perché l’animale non è riconosciuto come soggetto con capacità giuridica. Quindi non si possono nominare eredi e non si possono fare lasciti direttamente a loro. Ciò che si può fare, invece, è un legato, cioé una donazione post mortem ad un’associazione o ad un ente con l’onere di occuparsi dell’animale secondo i suoi bisogni. Se il soggetto che deve prendersene cura non lo fa, decade automaticamente dal lascito. Personalmente indirizzo i miei clienti verso un ente perché le persone, a volte, possono avere altro da fare o  non hanno voglia di diventare tutori».

Qual è l’iter da seguire?
«Basta andare da un notaio che troverà le misure adeguate alla persona e al suo animale. Di solito queste consulenze  vengono offerte gratuitamente».

Ci sono persone che si preoccupano anche del “fine vita” dei loro amici pelosi...
«Assolutamente sì. Anche per loro basta andare da un notaio per redigere un testamento in cui si lasci scritto se l’animale, per esempio, dovrà essere cremato oppure dove dovrà essere sepolto».

A lei è capitato di redigere questi atti?
«Abbastanza: oggi ci sono molti più animali entrati a far parte delle famiglie».

Si possono estromettere i parenti dai lasciti?
«Assolutamente no. La legge prevede che si sia liberi di disporre solo di una fetta del patrimonio. Tutto il resto spetta automaticamente ai parenti».

Per quanto riguarda invece le separazioni come ci si può comportare con gli animali che vivono nella ex casa coniugale?
«La maggior parte delle separazioni sono consensuali e il Giudice si limita a ratificare gli accordi tra le parti. Basta quindi che la coppia metta per iscritto come intende regolarsi con l’affidamento del proprio animale. A me è capitata una separazione in cui l’animale stava dal lunedì al venerdì con una persona, e il fine settimana con l’altra».

PATRIZIA PERTUSO

1) Il cane più ricco del mondo
Il cane più ricco del mondo è Gunther IV: per lui un patrimonio da 373 milioni di euro tra ville e squadre di calcio.

2) Il gatto più ricco del mondo
Il gatto più ricco del mondo è Blackie, con  da 25 milioni di dollari: il suo proprietario era un antiquario inglese, Ben Rea.

3) Il pollo più ricco
Medaglia di bronzo per il pollo Gigoo, che ha ricevuto 14 milioni di euro dall'editore Miles Blackwell.

 

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