Quell'odorino sul metrò

  • CARLO BARBIERI

Salgo sulla metro al capolinea della B Laurentina. C’è tutto il posto che si vuole, e  mi ritrovo con un ragazzo alla mia destra e una trentenne alla sinistra. E puzzano tutti e due. Quando fanno un movimento con le braccia, l’ascella si comporta da mantice e diffonde sbuffetti di fetore. Sono tranquilli: forse per loro la propria puzza è amica, familiare, non la sentono proprio. O forse la cosa è più complicata…  mi ricordo di avere letto da qualche parte che il caprone quando vuole attirare la capra si fa la pipì addosso. Controllo sullo smartphone: è vero. Non sarà la stessa cosa anche per gli umani? Tictic tic, spollicio un po’: nelle puzze ascellari si nascondono in effetti i feromoni, potenti ami lanciati all’altro sesso, che evidentemente anziché scappare schifato ne viene attratto. Quindi, a quanto pare, quello sbagliato sono io. Cerco di ricordare: i richiami ascellari mi fanno l’effetto opposto solo adesso, in età matura, o anche da ragazzo? Mi rivedo sul mitico numero 6, l’autobus che portava me e i miei testosteronatissimi amici al mare di Mondello tanti, troppi anni fa. Si stava  tutti attaccati alle maniglie, maschi e femmine, braccia distese e cavità ascellari al vento. No, ne sono sicuro, la puzza mi dava fastidio anche allora. La mente, forse dopata dagli effluvi, continua a navigare e mi ricordo anche di Napoleone che scriveva alla sua Giuseppina “non ti lavare, torno fra cinque giorni”.  
Io sono. Resto immobile 
Ed avido respiro
Quella puzzaccia ignobile
Che in Giuseppina ammiro… 
Mi alzo e faccio sedere una signora molto anziana.
Mi ringrazia. Profuma di borotalco. 
Ecco, questa signora prima di uscire si è lavata. Magari con l’aiuto della badante, ma si è lavata. Mi viene un sospetto. Vuoi vedere che la gente si lava la sera per dormire di più la mattina? Poi magari va in discoteca o a letto col partner, suda e la mattina va in giro olezzante. Può essere? Mah. 
Il treno rallenta, sono arrivato a Termini. Mi giro: la signora anziana ha il capo reclinato sul  petto.
Forse è svenuta.

CARLO BARBIERI

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