«Il padre bipolare mi ha rapito»

  • Cinema/Respiri

ROMA Se non fosse entrato all'Accademia d'Arte Drammatica avrebbe fatto  lo psicologo «perché sono affascinato dalla complessità della mente». Sarà per questo che Alessio Boni confessa di essere stato  «rapito” dal padre bipolare che, dopo una tragedia familiare, va a cercare serenità nella sua casa d'infanzia, cui dà voce e volto in “Respiri” (dal 7 in sala), thriller by Alfredo Fiorillo, per cui ha  ricevuto una candidatura ai Nastri d'Argento.

Lei  è un amante del noir: cosa l'ha colpita di questa storia? 
«Direi il viaggio della mente che è al centro del film. Sono stato anche da uno psichiatra e in un ospedale per vedere i pazienti. Ma non è stato facile: ho letto  due volte la sceneggiatura e il personaggio mi ha rapito».

Perché? 
«Perché io amo gli aspetti dark degli uomini, i contrasti laceranti e ciò che è bordeline da cui puoi aspettarti di tutto. Non amo le storie da Mulino Bianco, meglio  quelle attraversate da vera tensione».

Ama  lavorare con esordienti? 
«È stimolante perché non sai cosa aspettarti ma devi essere convinto della sceneggiatura. Io cerco progetti non scontati e  sono felice di vedere che c'è una nuova fiducia da parte del pubblico. Ricordo il flop di “Arrivederci amore ciao” di Soave in cui credevo molto. Ora le serie tv hanno modificato i gusti. Per fortuna».

SILVIA DI PAOLA