Alessandro De Rose I segreti dei tuffi impossibili

  • Cliff diving

Quali sono i segreti di Alessandro De Rose? Oggi De Rose è l’unico italiano in gara nella Red Bull Cliff Diving World Series, ma la sua è stata una carriera faticosa, costruita tappa per tappa.  Cosentino di nascita, triestino, francese e poi romano d’adozione, Alessandro ha perseguito il suo sogno di diventare un high diver professionista con tenacia e determinazione. Infaticabile in palestra, puntiglioso in vasca per curare ogni minimo particolare dei tuffi da portare in gara e avere il perfetto controllo di ogni movimento. La mente è libera, controlla le emozioni, vince ogni residuo di paura: pronta a godersi l’ebrezza che si rinnova ad ogni tuffo, appena i piedi staccano dalla piattaforma e il corpo spicca il volo. Una caduta libera a 85 chilometri orari di appena 3 secondi, ma che emoziona per sempre: chi la compie e chi la guarda.

Ma come si conquista quella piattaforma posta a 27 metri di altezza? È ciò che Alessandro ci scpiega in questo video. Prima del training in acqua, una lunga e fondamentale fase della preparazione dei diver avviene in palestra ed è qui che nasce il tuffo. La fase aerobica di training fisico ed acrobatico costituisce, infatti, la parte più importante dell’allenamento. gli atleti sviluppano flessibilità, verticalità ed eleganza del gesto atletico. In particolare, il barani, ovvero la posizione di raccoglimento a gambe e braccia tese con cui i diver chiudono il tuffo per fendere come lame affilate la superficie dell’acqua, è la stessa adottata dagli atleti dei trampolini elastici e delle varie discipline della ginnastica artistica.

Diver and Tricker: Bailey Payne, un incontro speciale
Alessandro De Rose, in vista della World Series 2018, stagione che prenderà il via sabato prossimo in Texas e in cui debutterà come atleta titolare dopo 5 edizioni da wildcard, ha perfezionato questa tecnica allenandosi proprio con l’atleta americano Red Bull Bailey Payne, campione di tricking, disciplina acrobatica nata nella cultura underground anni ’90. Bailey la descrive come una combinazione di «ginnastica ritmica, break dance e arti marziali». Un incontro particolare, durante il quale i due atleti hanno avuto ancor di più la dimostrazione di quanto le loro discipline, seppur apparentemente così diverse e lontane, abbiano molto in comune.

(credit video Red Bull Italy)

 

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