"In viaggio per guarire" arriva anche a Roma

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Approda a Roma ‘In viaggio per guarire’, il progetto coordinato dalla Professoressa Annamaria Berenzi, promosso dal Ministero Italiano Università e Ricerca, organizzato dagli Spedali Civili di Brescia e patrocinato da Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma. L’incontro si terrà a Roma, martedì 29 maggio a partire dalle 10 presso l’Aula Magna dell’Università ‘Sapienza’ (Piazzale Aldo Moro 5). All’incontro interverranno Annamaria Berenzi, Insegnante della sezione ospedaliera I.I.S. Castelli presso gli Spedali Civili di Brescia; Simonetta Tebaldini Dirigente scolastico I.I.S. Castelli di Brescia;  Speranzina Ferraro, che ha lavorato al MIUR per molti anni ed ha sostenuto con entusiasmo il progetto delle scuole in ospedale; Marco Vignetti, Ematologo Università Sapienza e Vice Presidente Nazionale AIL e Giuseppe Navoni, Presidente Sezione AIL Brescia.

Il viaggio dei giovani. Grazie a questa importante iniziativa un gruppo di giovani, unito dall’aver vissuto un’esperienza di malattia onco-ematologica, ha intrapreso un viaggio in giro per l'Italia per raccontare il vissuto della patologia ai coetanei. Nel corso degli incontri i ragazzi spiegano cosa si prova a pensare che la vita non è più una certezza e parlano di una scuola diversa, incontrata in ospedale e a casa, che ha permesso loro di mantenere quell'importante legame con la vita di prima nonostante la malattia.  ‘In viaggio per guarire’ è prima di tutto un “laboratorio di empatia”, un modo per promuovere la cultura della solidarietà e dell’inclusione e sensibilizzare al tema della donazione di sangue e di midollo. 

Il progetto. Il progetto viaggia su un doppio binario. Da una parte ci sono gli alunni ed ex alunni della scuola in ospedale, coinvolti come relatori, che hanno avuto direttamente l’esperienza della malattia. Normalmente i giovani pazienti  affrontano il loro percorso da singoli, hanno il loro calendario di visite e terapie e raramente incontrano altri ragazzi, se non nella sala d’attesa. “In viaggio per guarire” darà loro la possibilità di fare gruppo, di confrontarsi non solo tra coetanei ma anche tra ex-malati e in questi casi nascono una solidarietà e un’empatia immediate, che esplodono dopo pochi minuti, come una scintilla. Dall’altra parte c’è l’uditorio, il pubblico. Lo scopo è trasmettere agli studenti la capacità che i pazienti ed ex pazienti hanno acquisito, a caro prezzo, di apprezzare le piccole cose della vita, il quotidiano, tutti quei gesti e quelle gioie che molti ormai danno per scontati. Perché “In viaggio per guarire” non è solo il racconto di una malattia, è un modo per riflettere sulle priorità, uno spunto per aiutare ad affrontare la vita in maniera più positiva. Ma c’è anche un altro risultato che si vuole  ottenere: sensibilizzare alla donazione del sangue e di midollo, gesti importantissimi per aiutare chi è affetto da un tumore.

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