Treni in cambio dell'1% Trenitalia vuole Trenord

  • Milano

Sembra una proposta difficile da rifiutare: 161 treni nuovi ecologici e smart a cominciare dal 2019 ed entro il 2022, con tre anni di anticipo rispetto al piano regionale, con conseguente dimezzamento dell’età media dei convogli da 20 a 10 anni, dimezzamento delle cancellazioni, miglioramento della puntualità del 12,5% entro il 2021, aumento del 6% della soddisfazione degli utenti, e dulcis in fundo risparmi per la Regione Lombardia di 1,6miliardi. È la sintesi del piano industriale presentato nei giorni scorsi da Trenitalia (gruppo Fs) a Regione Lombardia per Trenord, ufficializzata ieri dall’ad e direttore generale Orazio Iacono. Cosa vuole in cambio Trenitalia? Il controllo dell’azienda di Tpl tramite il trasferimento dell’1% delle azioni ora in mano a Fnm in “usufrutto”, quindi a tempo determinato - per ora non definito- a  Trenitalia, che così salirebbe al 51%, mentre a Fnm, controllata dalla Regione, ossia dal committente del servizio, con il 49% resterebbe una funzione di controllo.
Fin dal suo insediamento il governatore Attilio Fontana ha giocato a rimpiattino con Trenitalia, accusandola di non aver investito quanto avrebbe dovuto in Trenord e dicendosi pronto ad assumersi in toto la governance. Un gioco delle parti? Certo l’ad Fs Mazzoncini  sembra aver raccolto la palla al balzo presentando tramite Trenitalia un piano pieno di promesse.  «Se questo significa che così cambierà tutto il management, è quello che chiediamo da anni -dice il rappresentante dei pendolari Crema-Treviglio Alberto Scaravaggi- il rinnovo del parco treni poi sarebbe un’altra buona notizia. Anche oggi sulla mia linea due treni sono stati cancellati». Più dubbiosa Claudia Cerini dei pendolari sulla linea Malpensa Milano: «Sembra tutto molto bello anche se mi chiedo perchè Trenitalia non abbia messo mano prima al portafoglio, visto che da anni è socio al 50%. Non vorrei che ora con il 51% il punto fosse cambiare linee e tratte». Prudenza sul fronte politico: Pietro Bussolati del Pd valuta positivamente la proposta anche se tifa per una gara pubblica europea per l’affidamento del servizio, mentre il M5s si riserva di esaminare il dossier.
Nel piano si parla anche dei nuovi modelli di treno proposti nel pacchetto: Pop e Rock, vetture high tech, accessibili e dotate di sistemi di videosorveglianza, postazioni bici, area nursey e wifi.

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