«Paula è una donna forte che racconta tutte le altre»

  • Cinema/Montparnasse

ROMA “Mi ha detto che sono una sfigata  con cui gli piace andare a letto e non con tutte le sfigate gli piace”. A dirlo a Paula  non è uno qualunque ma l’uomo con cui ha vissuto per anni. Da questo  punto  deve ripartire la protagonista di “Montparnasse singolare femminile” regia di Léonor Serraille, con Lætitia Dosch e Grégoire Monsaingeon (da oggi in sala dopo aver vinto lo scorso anno a Cannes la Camera d’Or), lasciata fuori casa dal suo uomo, sola a Parigi, senza soldi né amici o parenti e anche incinta.

Ha solo un gatto e la voglia di non cedere.

Allora la storia diventa quella della forza delle donne. E Parigi  una grande città come tante, un fuggevole simbolo di dispersione e solitudine. «Parte tutto  dal desiderio di tracciare il ritratto di una donna forte che deve fare i conti con la  grande città e gli uomini nello spazio di un inverno - spiega la regista -  Sono spesso attratta da persone che hanno un temperamento forte e molte contraddizioni, che sono spesso tradite dai loro stessi pregi». 

È perché cinematograficamente sono più intriganti? 
È perché riescono a sorprenderci e a destabilizzarci,  sono piene di vita e tenerezza, anche se possono essere respingenti.

Anche il cast tecnico è tutto al femminile. 
È  capitato e ne vado molto fiera perché è importante che le donne conquistino in massa dei ruoli chiave. Direi che questa particolarità è stata un vero valore aggiunto sul set.

SILVIA DI PAOLA