Si chiamerà Bea la città dello sport

  • TORINO/SPORT

CITTA' Sarà intitolato alla piccola Bea, morta a metà febbraio per un male ignoto, e alla madre Stefania Fiorentino, deceduta alcuni mesi prima, l’impianto sportivo della Falchera, in via degli Ulivi 11, abbandonato da quasi 4 anni. A gestire questa “Cittadella dello sport” sarà la Nazionale italiana dell’amicizia (Nida) e sarà aperto a tutti e con particolare riguardo ai disabili. «È un centro che metterà in comunicazione il mondo dello sport e la disabilità», ha spiegato mercoledì mattina l’assessore allo Sport Roberto Finardi.

Non solo, ha aggiunto la presidente della Circoscrizione 6 Carlotta Salerno: «È un bel segnale per i residenti di Falchera». «Per noi - ha scritto su Facebook il consigliere M5s Marco Chessa - questo impianto ha sempre rappresentato un importante fattore di rilancio strategico per il quartiere della Falchera». Per anni i bandi per la concessione degli impianti sono andati deserti e con questo atto verranno gestiti per 30 anni dalla Nida. Il complesso verrà rinnovato con nuovi campi per la pallavolo, il basket, il calcio e le bocce con aree attrezzate per avvicinare allo sport bambini e ragazzi disabili e l'apertura di una palestra con locali per terapie riabilitative. «Si tratta un progetto solidale»  ha detto la sindaca Appendino. Andrea Giambartolomei