Conte nella bufera ma Lega e M5S insistono

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ROMA Nessun ripensamento. Nel fragoroso silenzio del Quirinale, Luigi Di Maio e Matteo Salvini tirano dritti sul nome di Giuseppe Conte indicato da M5S e Lega come presidente del Consiglio. Del resto un ripensamento - o un ritorno sull’ipotesi di un Di Maio premier - farebbe cascare in un attimo tutto il castello costruito faticosamente in giorni di trattative. Ma il 54enne giurista e avvocato Giuseppe Conte deve vedersela con le polemiche per alcune voci del suo curriculum che non tornano - come quella della New York University, dove non c’è traccia della sua presenza, o della Sorbona - e con la “macchia” di aver sostenuto il metodo Stamina in veste di legale della famiglia di una bimba di Livorno affetta da leucodistrofia metacromatica. Il M5S parla di «macchina del fango» scattata «su presunti titoli che Conte non ha mai vantato». E denuncia che si tratta della «ennesima conferma che hanno davvero tanta paura di questo Governo del cambiamento».

Doppio vertice

Appare però ineludibile un passaggio di trasparenza. Salvini e Di Maio hanno incontrato Conte di primo mattino, poi si sono nuovamente incontrati tra di loro per parlare della squadra di governo. Anche su quella si dovranno fare i conti con le indicazioni già arrivate dal Quirinale. Eppure la Lega insiste su Savona per il dicastero di via XX Settembre, nonostante le posizioni critiche nei confronti dei parametri di Maastricht dell’economista. L’attesa è per le valutazioni di Sergio Mattarella, che ieri dopo aver incontrato i presidenti di Camera e Senato non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Forse farà la sua mossa tra oggi e domani.

Allerta europea

Intanto sul futuro esecutivo continuano ad addensarsi anche le nubi europee: il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha invitato il prossimo governo italiano a condurre «una politica di bilancio ragionevole», perchè «l’Italia ha il più alto debito pubblico nell’area dell’euro dopo la Grecia». E la commissaria europea Cecilia Malmstrom ha definito «preoccupanti» alcune misure del contratto siglato da M5s e Lega sulle politiche relative al commercio. Preoccupato anche il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn. A tutti ha replicato duramente Matteo Salvini: «Proseguono le invasioni di campo. All’estero possono stare sereni: agli italiani ci pensiamo noi».

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