Il Governo è pronto La parola a Mattarella

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Roma Il presidente Mattarella aspetta Luigi Di Maio e Matteo Salvini al Quirinale. I due dopo un nuovo faccia a faccia di due ore hanno annunciato di aver concluso l’accordo sia sul nome del premier che sulla squadra di governo. I nomi loro non li fanno, perché la Costituzione e la prassi prevedono che il primo a valutarli debba essere il Capo dello Stato. Ma forniscono vari indizi («È possibile che nel Governo ci siano persone che mai nella loro vita hanno votato Lega o M5s»), e impazza il totonomi per la quadratura del cerchio. Il papabile più verosimile è il giurista e professore Giuseppe Conte, su cui il presidente non avrebbe espresso eccessivi dubbi. Salvini avverte che non ci dovranno essere veti da nessuno sul nuovo esecutivo Gli altri nomi (tra cui l’economista Paolo Savona, Andrea Roventini,  e lo stesso Di Maio, oltre ad altri 5 Stelle) sembrano ormai tramontati. Il ministero dell’Interno sarebbe appannaggio di Matteo Salvini e lo Sviluppo Economico (trasformato in superministero unendo il Lavoro) di Luigi Di Maio. Nell’esecutivo ci sarà il ritorno del ministero del Turismo (alla Lega) e nascerà anche il ministero della Disabilità. Agli Esteri potrebbe finire l’ambasciatore ed ex capo dei Servizi Segreti Giampiero Massolo, a Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Matteo Salvini, potrebbe essere affidato il ministero dell’Economia. Anche il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti potrebbe essere assegnato a un leghista (nicola Molteni), come l’Agricoltura e il Turismo (Gian Marco Centinaio).
Tra i grandi temi sul piatto, Salvini ha detto che «Alitalia non si può svendere a pezzettini», Di Maio che «per la Tav avete scavato, scavato per anni ma ormai è superata, quindi prendiamoci quei soldi e mettiamoli nel trasporto pubblico locale». Per Salvini però «da nessuna parte c’è scritto che verranno bloccati lavori e cantieri. Alcuni grandi progetti andranno avanti, alcuni possono essere ridiscussi» .

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