Xylella, Italia deferita alla Corte di giustizia Ue

  • Puglia

La Commissione europea conferma il deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea perché le autorità italiane non stanno adottando le misure necessarie all'eradicazione dell'organismo nocivo da quarantena Xylella fastidiosa in Puglia e, di conseguenza, non hanno arrestato la sua diffusione. Secondo l'esecutivo comunitario, le autorità italiane erano tenute a rispettare pienamente le norme europee in materia di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nell'Ue, che prescrivono la rimozione delle piante infette dal territorio colpito non appena fosse stata confermata per la prima volta la presenza di Xylella fastidiosa. Gli Stati membri sono tenuti a adottare tutte le misure necessarie all'eradicazione della Xylella fastidiosa per evitarne la diffusione in altri paesi. 

"Eradicare". "La zona di contenimento si è allargata pericolosamente a nord - spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - e il fronte della malattia è molto ampio, le eradicazioni chirurgiche vanno attuate senza se e senza ma, perché come diciamo ormai da 5 anni attirandoci gli strali di pochi irresponsabili, se fossero stati eradicati pochi alberi nel 2014, oggi la situazione non sarebbe così drammatica". 

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