Contratto concluso Ora si sceglie premier

  • Consultazioni 2018

Roma Movimento 5 stelle e Lega hanno raggiunto l’accordo sul programma e hanno chiuso i punti che costituiscono il “contratto” di governo, sebbene in serata restassero da sciogliere gli ultimi nodi, la cui soluzione è stata affidata a un incontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Ai due leader anche il compito più gravoso e delicato: individuare il nome del premier, che sarà politico e non terzo, e dei ministri. Una trattativa che definita «ad oltranza». Le ipotesi circolate e spesso rapidamente tramontate sono state moltissime, dalla staffetta tra i due leader a Palazzo Chigi alla loro non partecipazione al governo, fino a un nome terzo e politico, che potrebbe essere Giorgietti se in quota Lega o Bonafede se in quota 5 Stelle. Salvini si è mostrato più interessato al controllo di Interni e Agricoltura. Di Maio più che agli Esteri sarebbe interessato al Lavoro.
I “contraenti” hanno chiarito che le bozze circolate erano superate. Dal Quirinale è filtrato il fatto che la “bozza” consegnata a Mattarella non è stata neanche letta, proprio perché bozza. Tra i temi che sono usciti rispetto alle versioni precedenti, quello sull’abbandono dell’euro, mentre la cancellazione di 250 miliardi di debito con la Bce è diventato «ricalcolo». Nelle 40 pagine sarebbero entrate anche alcune istanze No Vax e No Tav. 
Nel contratto di governo ci sono «tutti i nostri valori fondanti, le nostre battaglie storiche», rivendica Luigi Di Maio. Tra i punti che compongono il programma c’è anche  il Comitato di conciliazione, una sorta di organismo “parallelo” al governo, a cui partecipano anche i due leader politici, e che avrà il compito di dirimere le controversie che si dovessero presentare. Tra i temi inseriti, anche il conflitto di interessi, relativo pure i sindaci.  
«Ormai si tratta di uno, due giorni, nel fine settimana sottoporremo il contratto di governo all’attenzione dei cittadini attraverso varie procedure, la Lega con i gazebo e noi con la nostra piattaforma per far giudicare i cittadini», ricorda Bonafede. Il contratto di governo potrebbe anche essere sottoscritto davanti a un notaio. 

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