Mancini: «La mia Italia torni sul tetto del mondo»

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CALCIO Da giocatore, in maglia azzurra, ha collezionato 36 presenze e segnato 4 gol. Con il talento che aveva, avrebbe potuto fare meglio. Da commissario tecnico, chissà. Ieri, comunque, Roberto Mancini è diventato il nuovo pilota dell’Italia pallonara: contratto fino al 2020 rinnovabile fino al 2022, 3 milioni l’anno e la speranza che con lui si possa tornare a vedere del bel calcio anche al di fuori del campionato. Vincendo, per di più. Senza sognare traguardi al momento utopistici, basterebbe qualificarsi per i prossimi Europei e fare successivamente bella figura. «L’Italia ha vinto quattro Mondiali – ha detto ieri il tecnico jesino -. Significa che il talento non è mai mancato e che si può fare bene anche senza allenarsi insieme tutti i giorni». 
Primo passo, quasi a marcare una netta cesura con il passato (sia con Conte che con Ventura e, in misura minore, con Di Biagio), la prossima convocazione di Balotelli: «Gli parlerò e lo chiamerò».

Per la partita del 4 giugno, contro l’Olanda a Torino, potrebbe esserci anche Buffon: ovviamente però solo per la passerella finale. «Non è il caso di parlare di moduli, mi adatterò ai giocatori. È difficile mettere d'accordo tutti, comunque. Ma io spero di portare la Nazionale a una vittoria importante. Sarà fondamentale che in azzurro ognuno tiri fuori i propri sogni: chiunque, da ragazzo davanti alla tv, sognava di vincere il Mondiale. Bisognerà ripartire da quelle sensazioni». La sfida è lanciata, volendo puntare in alto: «Qui, se perdi, si arrabbiano 50 milioni di persone. Ma è anche il bello, se riesci a vincere». Coraggio. 

DOMENICO LATAGLIATA

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