Golino: Euforia a Cannes è un sogno che si avvera

  • Valeria Golino Euforia

CINEMA Due fratelli che non si somigliano. Un imprenditore e un professore. La metropoli e la campagna, due mondi che non si toccano. I protagonisti Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio e i fantasmi di dolori sotterranei di ogni famiglia da tradurre in quei due sguardi. Valeria Golino rivela di esser partita da un frammento di realtà per costruire il romanzo di questo suo secondo film da regista, Euforia,presentato al Certain Regard di Cannes nello stesso giorno dell’atteso Solo (dal 23 nei cinema), spin-off della saga Star Wars firmato da Ron Howard, convinto di esser riuscito «a non intaccare l’originale ma a catturarne il segreto della sua grandezza» con protagonista un Ian Solo (Alden Ehrenreich) ai tempi in cui non era ancora il pilota del Millennium con la faccia di Harrison Ford, e anche nel giorno di Under the silver lake di David Robert Mitchell con l’ex spiderman Andrew Garfield e En Guerre di Stéphane Brizé con Vincent Lindon,entrambi in concorso.
E, stavolta, a differenza che nel suo precedente Miele, la Golino declina la storia al maschile ma, precisa: «Non riesco proprio a pensare in termini di maschile e femminile».
E infine confessa: «Venezia ha fatto la mia fortuna di attrice, premiandomi quando ero giovanissima, ma a Cannes sono venuta col mio primo film da regista e a Cannes pensavo girando Euforia. Un sogno realizzato».

 

SILVIA DI PAOLA