Cannes al via oggi tra divieti e incertezze

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CANNES. Tutto pronto per il via. Parte oggi la 71esima edizione del Festival internazionale di Cannes e ad aprire ci penserà una coppia molto attesa: quella formata da Penelope Cruz e Javier Bardem, protagonisti del film “Everybody Knows” diretto da Asghar Farhadi.

Questa edizione nasce sotto l'hastag #nerienlaisserpasser stampato in nero su un biglietto in cui “si esige un comportamento corretto”. Talmente corretto che arriva anche il divieto di scattarsi selfie e foto sul tappeto rosso. Il tutto ribadito in una conferenza stampa convocata in fretta e in furia - mai successo prima - dal  delegato generale Thierry Frémaux.

Dopo aver ammesso di aver avuto rapporti professionali con Weinstein, sottolinea: «Siamo rimasti scioccati dal suo comportamento inaccettabile» ma non accetta «la discriminazione positiva».

Effettivamente questo Festival è il festival delle donne. La giuria è presieduta da Cate Blanchett («Ce ne sono state poche nella storia - dice Frémaux - ma ci sono state: dalla prima attrice presidente Olivia De Havilland, seguita poi da Sophia Loren») e fra gli otto giurati, quattro sono donne.

Tre registe sono in gara nel concorso principale: Alice Rohwacher, Eva Hussen e Nadine Labaki.

Rispetto al divieto di foto sulla passerella, Frémaux spiega che sono stati «proibiti soprattutto perché allungano la passerella e in molti rovinano giù dalle scale. Siamo qui per vedere i film e non noi stessi, per celebrare grandi autori come lo scomparso Ermanno Olmi, che quarant'anni fa vinse la Palma d'oro con L'albero degli zoccoli, e non per metterci in mostra sui social».

Insomma, questo festival deve essere diverso. Talmente tanto che quasi esclude Netflix.

«Il cinema in sala deve restare speciale - ricorda Frémaux - Le serie televisive sono comunque soprattutto industria, il cinema in sala deve restare arte e questa divisione esiste dai tempi dei fratelli Lumière e Edison. Con Netflix il dialogo è aperto. È stato un dispiacere rinunciare al bel “Roma” di Alfonso Cuarón, girato in Messico. Ma non potevamo metterlo in concorso perché in Francia c'è un sistema e ci sono leggi che prevedono che i film devono andare in sala e dopo tre anni sulle altre piattaforme. E questo è un Festival francese. Si può discutere del sistema vigente ma per ora le cose vanno così. Chissà in futuro potranno esserci accordi: magari far uscire il film in streaming nel mondo, ma non in Francia».

Ancora nessuna novità invece riguardo alla proiezione prevista per sabato di  “L’uomo che uccise Don Chisciotte” di Terry Gilliam, fuori concorso. Tra il regista e uno dei produttori, Paulo Branco, è ancora in corso una battaglia legale sui diritti e il tribunale di Parigi che avrebbe dovuto già esprimersi  ha rinviato il suo verdetto. 

Nessuna novità neanche riguardo alla presenza di “Three faces” e “Summer”, due film in competizione firmati dal russo Kirill Serebrennikov e dall’iraniano Jafar Panahi che non potrebbero allontanarsi dai loro Paesi.

Una certezza c'è. Terminato l’ostracismo verso Lars Von Trier. Il regista danese già Palma d’Oro, aveva pronunciato espressioni di antisemitismo sette anni fa: quelle stesse parole sono state ora derubricatoe come “di cattivo gusto”. Così arriva a Cannes , fuori concorso, “The House That Jack Built”, protagonista Matt Dillon.

E, a proposito di ritorni, Valeria Golino sarà al Certain Regard con “Euforia”. Quarta presenza a Cannes per Matteo Garrone con “Dogman”, la storia del canaro vendicatore interpretato da Marcello Fonte, e terza volta per Alice Rohrwacher con “Lazzaro Felice” interpretato dalla sorella Alba, Sergi Lopez e Nicoletta Braschi. Fuori invece “Loro” di Sorrentino.

Insomma, da oggi al 19 maggio fari puntati sulla Croisette. Anzi, no. Anche questo potrebbe essere vietato.

 

PATRIZIA PERTUSO

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