Vita e arte milanesi di Ermanno Olmi

  • L'addio al maestro

CITTA' Il lungometraggio “Milano 83”, affettuoso e asciutto, una galleria di scene quotidiane, è integralmente su youtube: dura un’oretta, ed è una sorta di struggente manifesto della “milanesità” di Ermanno Olmi, il grande maestro del cinema scomparso ieri. Olmi era bergamasco, sì, ma legato da fili spessi alla nostra città, dove è cresciuto e ha studiato. Del resto, Milano offre l’ambientazione del film “Il posto” (1961), e, in minor parte, del suo capolavoro “L’albero degli zoccoli”. Ovviamente la città è protagonista anche nel suo romanzo autobiografico “Ragazzo della Bovisa”, e si ritrova nello stretto rapporto del maestro col cardinal Martini, o con Dino Buzzati, con cui realizzò nel 1967 un documentario sulla Galleria. Intenso il rapporto di Olmi con la musica e con la Scala. Il Piermarini nel 1986 chiese a Olmi la regia di una “Sonnambula” belliniana. Sul podio Gianandrea Gavazzeni, altro bergamasco. E nel 2007 Olmi curò la regia per la prima assoluta di “Teneke” di Fabio Vacchi (Roberto Abbado sul podio, scene di Arnaldo Pomodoro), lo stesso Vacchi cui aveva chiesto le musiche per i film “Centochiodi” e “Il mestiere delle armi”.  Non solo. Riccardo Chailly, ricorda una nota del Teatro alla Scala, «aveva riunito Olmi e Pomodoro due anni prima per inaugurare con "Un ballo in maschera" di Verdi la stagione dell’Opera di Lipsia». Il sindaco Sala: «Ho avuto la fortuna di averlo a fianco nella strada dell'Expo, di cui è stato l’anima e per cui, gratis, ha realizzato meravigliose immagini, ben più di un film».

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza