Morto Ermanno Olmi Cinema in lutto

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MILANO Il regista Ermanno Olmi è morto ad Asiago, in provincia di Vicenza, all'età di 86 anni. Era malato già da tempo ma venerdì scorso era stato ricoverato per l'aggravarsi delle sue condizioni. Il regista nato a Bergamo il 24 luglio 1931, si è spento la notte scorsa. 

Il regista e sceneggiatore deve al suo film "L'albero degli zoccoli" del 1977 il successo che lo portò direttamente nel pantheon dei grandi registi italiani. Il film, che scelse di far recitare a contadini padani in dialetto bergamasco senza nessun attore accanto, gli valse la Palma d'Oro al Festival di Cannes.

Dopo una pausa dal mondo del cinema per la sua malattia invalidante e per una conseguente depressione, Olmi torna negli anni Ottanta con “Lunga vita alla signora!” che vinse un Leone d'Argento, e con “La leggenda del Santo bevitore”, Leone d'Oro a Venezia, tratto dal romanzo di Joseph Roth. In questo film Olmi lavora con  Rutger Hauer e Anthony Quayle. Cinque anni più tardi, dirige Paolo Villaggio nel “Segreto del bosco vecchio”, dal romanzo di Dino Buzzati.

Fra i capolavori che Olmi ha diretto negli anni 2000  spiccano "Il mestiere delle armi” sugli ultimi giorni della vita di Giovanni dalle Bande Nere, e “Torneranno i prati” ambientato nelle trincee dell'altopiano di Asiago durante la prima guerra mondiale.

Intanto il cordoglio per la sua morte corre su Twitter. Ed è un cordoglio trasversale che passa per il mondo del cinema ma anche per quello della politica e dei sindacati.

Stefano Accorsi lo saluta con un semplice “Ciao grandissimo Ermanno” mentre Paolo Gentiloni lo ricorda come “un maestro del cinema e un grande esempio di cultura e vita. Il suo sguardo incantato ci ha fatto conoscere e capire le radici del nostro Paese”.

Annamaria Furlan della Cisl saluta “il cantore del mondo contadino” e il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, lo cita come “figlio di Bergamo”.

Poi tutti gli altri: da Francesco Rutelli a Roberto Fico, da Daniele Vicari a Francesca Archibugi.

I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.

PATRIZIA PERTUSO