Il sindaco Appendino al pranzo “Arcobaleno”

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TORINO Dopo aver registrato all’anagrafe i figli delle coppie omosessuali, la sindaca Chiara Appendino rilancia la battaglia per i diritti Lgbti. Lo fa partecipando alla Festa delle Famiglie promossa dal Coordinamento Torino Pride con le Famiglie Arcobaleno e la Rete Genitori Rainbow. «C’è bisogno di tutelare i diritti e tanti oggi non sono ancora tutelati», ha spiegato ieri Appendino in diretta su Facebook insieme all’assessore alle Pari opportunità Marco Giusta: «Stiamo lavorando insieme all’Anci per far sì che in tutta Italia rinasca un movimento dei diritti dei bambini e delle bambine delle coppie Lgbti», ha aggiunto Giusta. I due esponenti dell’amministrazione M5s hanno partecipato ieri all’evento «Indovina chi viene a pranzo? » in piazza Carlo Alberto, dove sono state allestite delle tavolate. Dopo il caso sollevato dalla consigliera comunale Pd Chiara Foglietta, madre biologica del piccolo Niccolò Pietro che l’anagrafe non aveva voluto registrare per mancanza di una legge specifica per le coppie omosessuali, la sindaca ha forzato la mano e ha iscritto nei registri il bambino. All’inizio di maggio dieci sindaci hanno firmato un appello affermando di essere pronti a registrare i figli di coppie Lgbti: «Da apprezzare il gesto dei sindaci dei Comuni piemontesi che hanno deciso di seguire l’esempio di Torino sul riconoscimento dei figli di coppie omosessuali – ha detto ieri l’assessore regionale alle Pari opportunità Monica Cerutti -. Mi auguro che altri comuni si muovano in questa direzione».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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