Udinese affondata Ora l'Inter spera

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CALCIO Dopo l’amara sconfitta contro la Juventus, le polemiche per l’arbitraggio di Orsato, i labiali di Allegri e Tagliavento, le lacrime di Icardi e la chance di qualificazione in Champions ridotte al lumicino, è arrivato, ieri, il colpo di reni dell’Inter. Che a Udine, contro i pallidi friulani di Igor Tudor, ha infilato un 4-0 tondo tondo (reti di  Ranocchia al 12', Rafinha al 44', Icardi al 46' e Borja Valero al 71') che permette di accorciare le distanze dal 4° posto e insomma di sperare qualcosina in più. A questo punto mancano due partite: il Sassuolo (che da ieri è salvo...) a San Siro e, gran chiusura, la Lazio all’Olimpico. « Siamo ancora convinti di poter arrivare in Champions, ma immagino che Roma e Lazio direbbero la stessa cosa», dice Spalletti. Che continua: «Noi abbiamo il dovere di finire bene: la squadra è cresciuta, ma dobbiamo continuare a farlo anche nelle ultime due partite». Il tema forte è Icardi, che, senza Champions, rischia di volare via: «Se può esistere un’Inter senza Icardi, al di là della Champions? Dipende sempre dall’eventuale sostituto, ma certo lui è un top player, un giocatore eccezionale che sa dove arriva il pallone per fare gol. In quel ruolo, in area di rigore, è il giocatore più forte che abbia mai allenato». Quanto al suo, di futuro, Spalletti dice: «Se io merito la riconferma a prescindere dalla Champions? Non chiedo niente, non pretendo di meritare niente». Su Icardi, così il ds Ausilio : «Le sue lacrime (dopo il ko con la Juve, ndr) non significano niente».

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