L’orgoglio non basta La Roma non va a Kiev

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Calcio La Roma si sveglia tardi e non trova la strada per Kiev. Eppure le recriminazioni sono tante, perché i giallorossi sono arrivati a un passo dalla nuova impresa, e il 4-2 finale lascia ancor di più l’amaro in bocca a causa delle tante occasioni sprecate e di un netto fallo di mano nell’area del Liverpool che l’arbitro non ha sanzionato con il rigore. Stavolta il rullo compressore che aveva messo sotto il Barcellona s’è acceso solo nel secondo tempo. Non che la Roma non ci abbia provato da subito, ma fin dall’inizio la partita prende tutta un’altra piega con un clamoroso errore di Ninja Nainggolan che fa partire il Liverpool e Mané fa 0-1. I giallorossi non demordono e i ripetuti attacchi portano al pareggio già al quarto d’ora, con un fortunoso autogol di Milner. Ma la Roma si scopre troppo e non è impeccabile: stavolta è Dzeko a colpire di testa all’indietro e liberare Wijnaldum che davanti ad Alisson è implacabile. Prima dell’intervallo El Shaarawy centra un palo, ma la Roma va negli spogliatoi in svantaggio. Nella ripresa sembra un’altra partita, soprattutto dopo il pareggio di Dzeko, grande trascinatore. È un assedio e la Roma è anche poco fortunata nelle sue ripetute conclusioni a rete. Una in particolare sembra gol, ma un difensore inglese para di mano il tiro diEl Shaarawi: per l’arbitro è tutto regolare. La Roma non demorde ma la doppietta di Nainggolan arriva troppo tardi.      

Osvaldo Baldacci

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