«Non è un film schierato e parte da una storia d’amore»

  • Tony Servillo Paolo Sorrentino

CINEMA «Siamo partiti dall’idea di fare una storia d’amore». È  con queste parole che Paolo Sorrentino ci parla finalmente (a qualche giorno dall’uscita di Loro 1 e aspettando, il 14, dell’uscita di Loro 2) del film italiano più atteso dell’anno. Il film che ha per protagonisti Berlusconi e la sua corte. Silvio come il miglior venditore di sempre e di tutto e l’esercito che lo ama o lo odia ma non fa differenza perché semplicemente impazzisce per il suo potere.

Sorrentino, è inevitabile in tutto questo il gioco   del “chi è chi?”.
Sarà anche legittimo, ma non ha senso in un film in cui ci sono i personaggi, hanno i loro nomi e se non li hanno è perché sono inventati. Se ho dato nomi fittizi era per non chiamare in causa chi non volevo.

Ma che reazione pensa possa avere Berlusconi vedendo questo film?
Non sono in grado di rispondere.

Cosa risponde a chi le dice di essersi schierato?
Che sarei stato stupido se avessi fatto un film ideologico, sarebbe fuori tempo massimo. A me interessano i sentimenti dell’uomo e della sua corte e le paure dei vecchi e  dei giovani. E volevo parlare della paura della morte che aleggia ovunque.

E dove è il suo sguardo?
Sta nel tono che è quello della tenerezza perché non volevo puntare il dito contro nessuno e penso che un film o un libro, a dispetto della cronaca emotiva e irrazionale, devono tentare di comprendere i perché, anche quando non ci piacciono o sono moralmente discutibili. Quando ci sono in mezzo le paure delle persone non ci sono né vinti né vincitori.

 

SILVIA DI PAOLA