No inglese ad Alfie Non verrà in Italia

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Gran Bretagna È stato respinto il ricorso dei genitori di Alfie Evans contro la decisione dell’Alta Corte britannica secondo cui il piccolo non deve essere trasferito all’ospedale Bambino Gesu. Tom Evans e Kate James, i due genitori del bimbo di 23 mesi affetto da una malattia neuro degenerativa e al quale l’Italia aveva concesso la cittadinanza proprio perché venisse preso in cura a Roma, non erano in aula, dove invece era presente un rappresentante dell’ambasciata italiana a Londra. Il team legale dei Kate Evans aveva fatto presente che il bimbo ha bisogno di «un intervento immediato». L’avvocato Paul Diamond, che difende gli interessi della coppia, aveva aggiunto che un aereo ambulanza è pronto, in attesa di portare in Italia il piccolo, «su richiesta del Papa». 
Il papà di Alfie sta pensando di fare causa a tre medici dell’Alder Hey Hosipital di Liverpool per «cospirazione finalizzata all’omicidio» del figlio. Il piccolo Alfie «ancora lotta» nonostante il distacco delle macchine che lo hanno tenuto per mesi in vita. Lunedì sera è stato staccato dale macchine, ma lui ha continuato a respirare autonomamente per molte ore, restando vivo, «È disgustoso come viene trattato: anche un animale sarebbe stato trattato meglio», ha dichiarato il padre. Il bimbo al momento viene sostenuto con latte, acqua e ossigeno: «Fa quel che può», ha detto il padre, aggiungendo che il bimbo «non soffre né ha dolore». L’uomo e la moglie sostengono che i dottori del loro bambino di 23 mesi non hanno più parlato con loro e non hanno verificato le condizioni del piccolo da quando gli è stato staccato il respiratore.
«Alfie sta bene. Ieri stava molto meglio, oggi un pochino meno. Ma bisogna considerare che è stanco poiché non è stato alimentato per varie ore, ha detto don Gabriele Brusco,' il sacerdote italiano che ha accompagnato e assistito in questi giorni la famiglia del piccolo Alfie. «Quando è stato disintubato - ha aggiunto - praticamente Alfie doveva morire. Avevano 6 ore di tempo nel sistema inglese per farlo morire. E lui non è morto. Per questo sono stati obbligati a ridargli l’alimentazione e l’acqua. Ora Alfie sta lì, sta bene ma è debole, si sta riallenando a respirare». «Nel reparto di rianimazione, ci sono 10-15 poliziotti. Prima c’era anche un divano che è stato tolto e stanotte il papà Thomas ha dovuto dormire per terra nella stanza».

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