I ragazzini delle banlieu salvati dalla musica

  • Cinema

Suona, sogna e vola. Questo ci suggerisce fortissimamente “La Melodie”, storia di amore e di speranza incastrata nella periferia parigina. Storia di un disilluso maestro di musica che torna a sognare dopo l’incontro con un talentuoso allievo  e con una classe difficile che lui porterà alla Filarmonica di Parigi. Storia (ispirata a fatti reali) firmata da Rachid Hami e da oggi in sala.  «Io sono nato in Algeria ma a 8 anni, per fuggire dalla guerra, sono arrivato a Parigi, nella banlieu e, grazie all’educazione alla cultura e ai valori civili che mia madre ha dato a me e ai miei fratelli siamo riusciti ad andare per il mondo. Il film parla di questa opportunità da dare a ragazzi  in quartieri difficili» dice il regista. E poi racconta la genesi del film: «Il mio co-sceneggiatore Guy Laurent mi ha chiamato per dirmi di un reportage che aveva visto su ragazzi che suonavano musica classica per le strade. E mi ha proposto un film. In fondo era un po’ anche la mia storia, così ho accettato. E sul set ho pensato alla sobrietà di Ken Loach».

Il risultato al di là del film?
Portare alla Filarmonica i bambini che hanno cominciato da zero. Mi dicevano che era impossibile e invece hanno fatto lo stesso percorso dei personaggi del film.

E che cosa vorrebbe arrivasse allo spettatore?
La voglia di affrontare le disillusioni della vita per meglio esprimere i motivi della speranza.

SILVIA DI PAOLA

 

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