“Qualcuno volò sul nido” dell’ospedale di Aversa

  • Torino/Teatro

TORINO Prima romanzo, poi celebre film ed ora testo teatrale. È  “Qualcuno volò sul nido del cuculo” che, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey e forte della versione cinematografica di Miloš Forman che nel ‘75 fece incetta di Oscar grazie anche alle straordinarie interpretazioni di Jack Nickolson, Louise Fletcher, Danny De Vito, sbarca, da stasera al 6 maggio, al Carignano su testo di Dale Wasserman,  regia di Alessandro Gassmann

L’allestimento di questa prima versione teatrale italiana,  con la traduzione di Giovanni Lombardo Radice e l’adattamento di Maurizio De Giovanni, vedrà intrecciarsi la storia degli ospedali psichiatrici nel nostro Paese e la lunga battaglia di Franco Basaglia per la chiusura di manicomi-lager con il tessuto narrativo del romanzo originale di Kesey. 

La vicenda è ambientata nell’ospedale giudiziario psichiatrico di Aversa, nel 1982, l’anno della vittoria ai Mondiali di calcio con Bearzot, portando alla ribalta il carcerato Dario Danise, interpretato da Daniele Russo, che si finge pazzo per sfuggire alla galera rimanendo invischiato in un girone dantesco di letti di contenzione, elettroshock e lobotomia. 

La denuncia sulla malattia mentale vede sul palco un cast numeroso di attori composto, tra gli altri, da Elisabetta Valgoi e Mauro Marino (Info: teatrostabiletorino.it).

ANTONIO GARBISA

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