Le mani di 50 clan sopra la Capitale

  • ROMA CRIMINALE

ROMA Sul Lazio sono attive 93 organizzazioni di mafia, o che agiscono con metodo mafioso. Oltre 50 di queste sono attive sulla Capitale, e ben 11 solo nell’area di Tor Bella Monaca. Sono solo alcuni dei dati emersi ieri nel corso del “III Rapporto mafie nel Lazio”, presentato presso il WeGil di largo Ascianghi.

Una presenza criminale «multilivello», come ha sottolineato Giampiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio Regionale Legalità, che ha redatto il rapporto. Il Lazio e in particolare Roma registrano la presenza di clan direttamente appartenenti a Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta, ai quali si affiancano personaggi di secondo livello appartenenti a queste organizzazioni, consorterie criminali romane, e le “nuove leve”, che hanno adottato i metodi dei clan.

Il rapporto, analizzando procedimenti giudiziari e  indagini delle forze dell’ordine, rileva come siano oltre 100 le piazze di spaccio capitoline attive 24 ore su 24. I quartieri interessati sono Borghesiana, Pigneto, Montespaccato, Primavalle, Tor Bella Monaca, Romanina, Ostia e San Basilio, con gli ultimi quattro interessati da un  controllo militare da parte delle organizzazioni malavitose. Nella sola Tor Bella Monaca sono attivi ben 11 clan.

Alla presentazione del rapporto erano presenti oltre a Cioffredi, il questore Guido Marino, il prefetto Paola Basilone, il comandante provinciale dell’Arma, Antonio De Vita, il comandante del Gico gerardo Mastrodomenico, il Capo del Centro Operativo della dia di Roma Francesco Gosciu e il presidente di Libera don Luigi Ciotti.

Articoli Correlati

Il tesoro criminaleda Roma a Reggio

Il sequestro milionario della polizia svela i legami tra i clan di Roma e quelli calabresi

Anche i fumi tossicitra gli affari delle mafie

Il prefetto Gabrielli e la relazione presentata in Commissione Antimafia: il business legato al recupero del ferro

Omicidi a 25 mila euroIl tariffario del killer

Svolta nelle indagini per delitti di mala e attentati commessi tra il 2013 e il 2014 grazie a un sicario pentito