Psico-thriller by Petitto per la Liskova

  • Antonia Liskova

CINEMA L’idea è quella di mettere una donna severa e apparentemente algida in una casa in mezzo al candore gelato di neve e montagne e in mezzo a un ghiaccio del cuore che va sciogliendosi man mano che le cose si complicano, che i particolari si fanno più cupi, che gli incubi prendono il sopravvento. Lei ha il perfetto volto, bello e duro, di Antonia Liskova e al centro di tutto c’è una bambina di otto anni, problematica e malinconica.

E qui, in questo “Parlami di Lucy”  (appena uscito nelle sale) firmato come un testamento dal bravo Giuseppe Petitto, appena scomparso, nulla è come sembra, come in ogni psico-thriller che si rispetti.
E come dice la protagonista questo è “un film come un puzzle che lo spettatore deve comporre man mano che anche la figura di questa madre acquista sfumature e sorprende”.

 

SILVIA DI PAOLA

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