Renato Vallanzasca verso la libertà

  • Milano

Renato Vallanzasca potrebbe tornare  libero dopo 45 anni passati in galera. Ieri il suo avvocato Davide Staccanella ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza “la liberazione condizionale” o in subordine la “semilibertà”, beneficio già ottenuto nel 2013 ma poi revocato dopo l'arresto per il furto all’Esselunga di due paia di boxer, due cesoie e del concime. A dar man forte la relazione dell’equipe di osservazione del carcere di Bollate che certifica come il bel René abbia avuto un “cambiamento profondo”, “non potrebbe progredire con altra detenzione”. lI giudici decideranno a breve.
Vallanzasca è stato protagonista della mala negli anni '70-'80,  4 ergastoli e 296 anni di reclusione, criminale con la passione delle belle donne. Ha 18 anni entra nel giro dei malavitosi della Comasina. A 22 il primo arresto per una rapina. Nel 1976 il salto di qualità, la lotta col clan di Turatello. Poi il sequestro di Emanuela Trapani, figlia di un imprenditore, e dell’imprenditore Rino Balconi. Latitante, uccide a un casello l’agente Bruno Lucchesi. Poi ammazza un medico, Umberto Premoli. Nel 1977 in una sparatoria a Dalmine uccide due agenti della stradale: ferito ad una gamba viene arrestato. In una rivolta nel carcere di Novara uccide il detenuto Massimo Loi, facendone trovare la testa in una cella. Innumerevoli i tentativi di evasioni.

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