La Cassazione: a Ostia crimini di tipo mafioso

  • OSTIA MAFIA

ROMA A Ostia la mafia esiste, e il processo che si è chiuso ieri contro il gruppo riconducibile alla famiglia Fasciani, ne è una ulteriore conferma. Lo ha ribadito ieri la Cassazione, che ha respinto i ricorsi di Carmine Fasciani e di altri esponenti della sua famiglia contro il verdetto pronunciato dalla Corte d’appello di Roma nel dicembre 2016 su diverse ipotesi di intestazioni fittizie relative alla gestione di uno stabilimento balneare (il “Village”) e le  attività collegate ad esso.

La prima sezione penale ha rilevato che «il presente processo è solo uno dei plurimi sviluppi giudiziali delle indagini avviate con l’operazione “Nuova Alba” a carico della famiglia Fasciani»: molti dei fatti «risultano già coperti da precedenti giudicati che hanno accertato l’esistenza di una associazione criminosa qualificabile ai sensi dell’articolo 416 bis», ossia associazione di stampo mafioso «coincidente con il gruppo familiare Fasciani e capeggiata da Carmine Fasciani». In definitiva, osserva la Corte, «deve considerarsi che nella presente vicenda giudiziaria, scaturita dall’indagine “Operazione Tramonto”, una gemmazione del procedimento “Nuova Alba”, può ritenersi processualmente acquisito, che la famiglia Fasciani ha costituito una associazione per delinquere di stampo mafioso con a capo Carmine Fasciani».