Freeman: Oggi punto a ruoli più oscuri

  • Martin Freeman

CINEMA È l’incarnazione più celebre del Dr Watson grazie alla serie cult Sherlock, l’intrepido Bilbo della saga fantasy Lo Hobbit ed è attualmente al cinema con il supereroistico Black Panther. Il 19 aprile esce in sala con l’horror Ghost Stories che indaga la veridicità delle apparizioni dei fantasmi. Martin Freeman, ospite d’onore all’ultima edizione di Romics, ne ha parlato a Metro.

Qual è il suo rapporto con il soprannaturale?
Non escludo niente, non so se esistano i fantasmi perché non ho avuto esperienze dirette. Ci sono delle cose che mi piace sapere e altre… no.

I ruoli che accetta oggi – come nelle serie Fargo e Start Up – sono più oscuri rispetto a quelli degli inizi, nella serie The Office o nella commedia fantascientifica Guida intergalattica per autostoppisti: se ne sente più attratto?
In parte sì. Oggi ho molta più opportunità rispetto al passato, e posso scegliere parti più ambigue e sfaccettate.

Un ruolo dei sogni?
Ho interpretato a teatro Riccardo III, un ruolo che non pensavo mi sarebbe capitato. Mi attrae Macbeth, ma preferisco personaggi inediti, mi piacciono le cose totalmente nuove. Quello che un attore vuole è fare qualcosa mai fatto prima.

Cosa le ha lasciato Lo Hobbit?
Non riesco a pensare alla mia carriera senza quell’esperienza, sono stati due anni e mezzo della mia vita in un posto meraviglioso come il set in Nuova Zelanda, ma la cosa migliore è stato il senso di appartenenza: fare parte di una splendida “banda”.

 

LORENZA NEGRI