Stallo per il governo Rebus per il presidente

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Roma Tutti contro tutti in politica, e così il tempo concesso dal presidente Mattarella non sembra proprio essere servito a sciogliere i nodi. Ma il Quirinale non aspetterà a oltranza prima di conferire un incarico che probabilmente sarà esplorativo e potrebbe vedere protagonista il presidente di Senato o Camera. Mattarella attenderà di sentire dalla viva voce dei leader in parlamento la loro posizione sulla crisi siriana, elemento fondamentale di una futura politica estera del Paese. Crisi siriana che peraltro sta mettendo alla prova i protagonisti principali della politica: da una prte Salvini si è spinto su posizioni filo-russe e anti-occidentali che non rassicurano la classe dirigente; dall’altra Di Maio per voler essere rassicurante si è spinto su posizioni filo-Nato e filo-Ue (di cui tra l’altro ha detto che «si può cambiare solo dall’interno») che stanno scontentando una buona parte della base grillina. Dopo comunque che il premier Gentiloni avrà riferito in Parlamento sulla Siria, Mattarella mercoledì o al più tardi giovedì trarrà le sue conclusioni per uscire dal labirinto di veti che sta bloccando la politica italiana. Non potrà lui risolvere la crisi, ma intende dare comunque una scossa. Anche perché il clima non sta certo migliorando. Matteo Salvini (che ha detto di essere disponibile a un nome terzo per la guida del governo) ha chiesto al M5s di rispettare il centrodestra attaccando Di maio che aveva affermato che esso non esiste, e ha di nuovo ha chiuso al dialogo con il Pd su un governo di responsabilità. Di Maio a sua volta ha minacciato di chiudere in pochi giorni uno dei due forni aperti se la Lega proseguirà a restare in uno schema di centrodestra unito; il Pd ha chiuso la porta a un dialogo politico con il M5s. Il Presidente invece si attenderebbe una assunzione di responsabilità da parte delle forze politiche, tanto più da quelle che si candidano a governare il Paese. A giorni dunque, sarà il Capo dello Stato a dover sciogliere l’intricata matassa. Sul tavolo restano le due ipotesi principali: preincarico a Salvini o Di Maio oppure mandato esplorativo a Casellati o Fico. Tutte e quattro le soluzioni hanno punti a favore e controindicazioni e il Presidente sta esaminando con attenzione ogni ipotesi, valutando anche le conseguenze di eventuali mosse successive. Con il voto in Friuli e Molise alle porte.

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