Decibel: «La musica ci aiuta a pensare»

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TORINO All'ultimo Sanremo hanno presentato l'unico vero pezzo rock in gara, “Lettera dal Duca”, omaggio dei Decibel a David Bowie: «Una notte l'ho sognato – ricorda Enrico Ruggeri, leader della band milanese – mi sono alzato e ho scritto il testo. Lui è stato uno dei nostri maestri, suonavamo le sue canzoni quando in Italia non era nessuno». Quella canzone sarà uno dei momenti forti del nuovo tour, sabato al Colosseo (ore 21, da euro 30): «E suoneremo tutto dal vivo - punge Ruggeri - non come in certi concerti, anche molto importanti, dove il 70% di quel che si sente viene da un computer». 

I Decibel, gruppo di culto della Milano punk di fine anni ‘70, si sono riformati l'anno scorso dopo 40 anni di assenza, riscuotendo buoni consensi un po' ovunque. «Ma l'idea è di rimanere su obiettivi abbastanza corti. Con Noblesse Oblige c'è stata la reunion che ha portato tanti live, poi siamo tornati in studio con più consapevolezza. Ed è uscito L'anticristo, il nuovo cd».

Un disco rock intenso e avvincente, non privo di riferimenti al presente, anche con toni apocalittici. A partire dalla copertina, con i tre vestiti da dirigenti d’azienda. 

«Recitiamo la parte di tre manager d’altissimo livello, di quelli che decidono chi sarà il presidente degli Usa, dove  sarà la prossima guerra, chi dovrà morire di carestia. E anche quale sarà il livello culturale della gente. L’abbassamento del livello della musica non è avvenuto per caso, c’è una regia precisa affinché la gente ragioni sempre meno».

DIEGO PERUGINI

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