Sanità, ancora tangenti quattro primari arrestati

  • Milano

Consulenze per centinaia di migliaia di euro, interviste tv, quote societarie, partecipazione a convegni, stage e assunzioni per i parenti. E ancora una borsa di Vuitton per la figlia, una Maserati Ghibli e un cestino natalizio con champagne e fois gras. È tutto nelle 250 pagine di ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Teresa De Pascale che ha portato in carcere Tommaso Brenicci, amministratore di cinque società specializzate in prodotti medicali e ortopedici. Due primari del Gaetano Pini-Cto, Giorgio Calori, direttore della chirurgia ortopedica riparativa e Carmine Cucciniello, direttore ortopedia traumatologica, sono finiti invece agli arresti domiciliari. Così come la direttrice sanitaria del Pini, Paola Navone e i primari del Galeazzi Carlo Romano, responsabile chirurgia ricostruttiva e Lorenzo Drago, responsabile laboratorio analisi. Brenicci avrebbe corrotto gli altri cinque per garantire alle sue aziende le forniture al Pini e al Galeazzi.   
 
Voleva operare il paziente sano
Agghiaccianti alcuni dettagli emersi dalle intercettazioni. Calori, spinto dalla necessità di liquidità per pagare i lavori di ristrutturazione della sua casa da 300 metri quadri, a detta di Cucciniello che lo avrebbe etichettato più volte come “delinquente”, avrebbe fatto credere a un paziente di avere una grave infezione e che poteva operarlo in una clinica privata, quando invece era sano. A una “vecchietta” priva di mezzi, invece il primario avrebbe chiesto 1200 euro di parcella per “due paginette” di perizia. E quando l’anziana gli aveva chiesto di pagare a rate, il medico aveva reagito dicendo che allora anche la relazione sarebbe arrivata in due parti.
«Il Piano Anticorruzione verrà attuato al Pini al più presto». A dirlo il 27 marzo 2017 a Porta a Porta, era stata proprio la Navone, dopo l’arresto del primario del Pini Norberto Confalonieri per tangenti sulle protesi e lesioni, per cui andrà a processo il 6 giugno. Proprio da un filone di quella indagine è nata quest’altra inchiesta. 

LA PUNTATA DI PORTA PORTA CON LA NAVONE

Indagato il garante della legalità
È indagato anche l'ex sottosegretario alla Regione Lombardia durante la giunta Maroni, il magistrato in pensione Gustavo Cioppa, che al Pirellone esercitava un ruolo di garante alla legalità. Per lui gli inquirenti ipotizzano l’abuso d'ufficio e favoreggiamento. Cioppa doveva intercedere  presso l'assessore al Welfare Giulio Gallera e il direttore generale per ottenere  l'approvazione del Progetto Domino che nel marzo 2017 accreditava il reparto diretto da Calori come punto di riferimento regionale. P.R.

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