«Suonare per me è vivere»

  • Roma/Musica

ROMA È Angelo Branduardi il protagonista del concerto in programma giovedì alle 21 al Parco della Musica. 

Fa musica da tanti anni: come è cambiato nel tempo il suo approccio alla musica?
Non è cambiato di un centimetro. Ho sempre pensato che la musica, essendo la più astratta delle arti, fosse anche la più spirituale, quella più vicina allo Spirito, a Dio. La musica è sempre stata per me un modo di vedere al di là della porta chiusa: vedere la realtà che nessuno vede, ma che gli artisti riescono a descrivere passando dall’altra parte, nell’altro mondo. L’ho sempre pensata così e oggi ancora di più.

Cosa significa per lei suonare? 
Suonare è la mia vita. Ho cominciato a 5 anni. Suonare per me significa stare bene, essere in perfetta forma e salute.

Come è cambiata la scena musicale del nostro paese dagli anni '70/'80 a oggi? 
È cambiata molto soprattutto per l’apporto dei nuovi media e le nuove possibilità che esistono. Però penso sia cambiata in peggio. E non parlo di valore, anche se effettivamente c’è stato un “buco”, una generazione che non ha prodotto nulla... Adesso  vedo una nuova generazione che comincia a distinguersi e per fortuna fa cosa belle.

I talent musicali rappresentano la situazione musicale italiana? 
Può darsi. Possono anche rispecchiare la musica italiana, anche se si sente cantare molto materiale straniero, in inglese, e non vedo perché… Parlerei piuttosto di cosa è il talent. È un modo per farsi vedere, anche se oggi quando vinci e hai raggiunto la vetta dell’Everest in realtà non hai fatto niente, perché dopo sei mesi arriva il nuovo campione e tu vai nel cassetto.

Quanto è importante la dimensione live? 
È la Verità. So di stare bene e mi sento in perfetta salute sul palco, mi diverto e l’emozione che ricevo e che do, in questa specie di cerchio magico che si crea, è l’essenza della musica e quindi l’essenza dell’Umanità. Perché la storia della musica è la storia dell’umanità.

STEFANO MILIONI

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