«Per metà sono un ex spia, per l’altra solo un padre»

  • Serie Tv /Deep State

ROMA Il nome Mark Strong ai più dirà poco o niente, ma basta guardare la sua faccia per riconoscere uno dei più bravi caratteristi del grande schermo. Lo sa bene Ridley Scott che lo ha diretto in “Nessuna Verità”, spy story con Leonardo DiCaprio e Russell Crowe, in cui l'attore è il capo dei servizi segreti giordani.

Per Strong, le storie di spionaggio sono il suo forte. È per questo che il ruolo di Max Easton, l'ex spia inglese protagonista di “Deep State”, gli calza a pennello. La prima coproduzione europea dei canali Fox a metà tra la saga di Jason Bourne, Syriana e Homeland, è in onda da stasera (21.50) su Fox.

Mr. Strong, chi è l'agente Max Easton? 
Ha lavorato molti anni per l'MI6 e adesso vuole smettere, ma prima deve portare a termine un'ultima missione per vendicare la morte del figlio Harry. È un uomo imprigionato tra due identità che vive un conflitto morale: riuscire a conciliare un lavoro fatto di menzogne all'essere padre e marito amorevole. 

L'aspetto più interessante di “Deep State”? 
I temi trattati e la connotazione politica: dai retroscena economici agli affari sporchi dietro alle guerre internazionali, ma anche gli apparati burocratici e militari che condizionano l’operato dei governi.

Dodici settimane di riprese in Marocco immaginando di essere a Beirut o Teheran, quasi otto a Londra immaginando di essere a Parigi o Washington:  difficile immedesimarsi? 
Fantastico. Le differenze con le vere città erano impercettibili. Il team di progettazione in Marocco è stato così efficiente da aggiungere quei particolari che ti fanno capire se sei a Beirut o a Teheran.

BARBARA NEVOSI