Nuovi investitori per la Embraco

  • Torino Lavoro

TORINO Macchine per la pulitura dei pannelli fotovoltaici o ricambi e riparazioni degli elettrodomestici. Il futuro della Embraco a Riva di Chieri potrebbe essere connesso a un’azienda “ecologica”, che sia legata all’energia pulita e o al riutilizzo di strumenti elettronici. La società Randstad solution e Invitalia hanno trovato due ditte interessate alla reindustrializzazione dello stabilimento che verrà lasciato dal gruppo Whirlpool a fine anno.
Nelle scorse settimane dopo mesi di lotte era stato raggiunto il congelamento dei licenziamenti di 497 lavoratori dello stabilimento chierese. Da allora è cominciata la ricerca di qualcuno che potesse rilanciarlo. Due società hanno dimostrato interesse e una terza soluzione è ancora in corso di elaborazione. C’è la torinese Astelav (Assistenza Tecnica Lavatrici) che si occupa di rigenerazione di elettrodomestici ed è uno dei principali distributori di accessori e ricambi. La seconda è un’azienda italo-israeliana che produce macchinari per la pulizia dei pannelli fotovoltaici. La terza ipotesi è una holding dove confluirebbero capitali cinesi e Invitalia con una quota del 5%. La riunione comincerà oggi alle 11: «Il nostro obiettivo è sapere chi sono i soggetti interessati, qual è il loro piano industriale, se hanno solidità finanziaria, se la produzione sarà ad alto valore aggiunto e quanti lavoratori sono pronti ad assorbire», spiega Arcangelo Montemarano della Fim. I sindacati vogliono sapere anche quanti lavoratori preferiscono ottenere gli incentivi all’esodo: «Immaginiamo qualche decina», sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale Fiom.

Sempre al Mise mercoledì si tornerà a discutere anche di Italiaonline che voleva licenziare 248 lavoratori a Torino e trasferirne altri 241 a Milano.

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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