Giallini: «Oggi i social uniscono tutti in un calderone»

  • Marco Giallini Elio Germano

CINEMA Invece del ricco e  cattivo che diventa buono strada facendo, i buoni e poveri che diventano cattivi, innamorati del denaro e capace di usarlo alla grande. Succede nell’ultimo film di Daniele Luchetti Io sono tempesta  (dal 12 in sala, protagonisti Marco Giallini ed Elio Germano) che fa tutto tranne che la morale, che si mette tra i personaggi  che racconta e si confonde con loro perché, come dice lui, oggi «dopo il tramonto del socialismo e degli ideali tutti si sentono  uguali, i social uniscono tutti in un grande calderone e magari anche i poveri oggi votano per la flat tax».
E pensare che tutto è partito dall’idea di Berlusconi ai servizi sociali ma poi è successo qualcos’altro: «Abbiamo pensato che era meglio andare oltre, Berlusconi sarebbe stato prevedibile. Abbiamo pensato a una sorta di Don Giovanni che non si pente mai».

Ma Giallini, interpretandolo, ha pensato a Sordi? «Mi stavano letteralmente costruendo addosso il personaggio che per me è uno dei più belli che ho interpretato e a Sordi non ho pensato perché Sordi non si copia.E poi,quando sono sul set, non penso,non ho pensato a nessun personaggio, a nessun politico ma solo al mio uomo,uno che muove il mondo e i miliardi ma poi si ritrova a pulire gabinetti e in galera».

Per Germano, invece, è stato un’altra storia: «Per una volta sono stato libero, al di fuori del naturalismo che spesso appiattisce, e poi vorrei dire che spesso nella vita reale le cose sono più sopra le righe di quanto si racconta».