«Anche nella politica ci vorrebbe un po' di arte»

  • Renzo Arbore

ROMA  Lorenzo Giovanni Arbore all’anagrafe, semplicemente e per tutti Renzo Arbore. Classe 1937, instancabile cantautore, disc jockey, conduttore, clarinettista, compositore, regista, autore...

Ma Arbore come preferisce essere definito?
Mi chiamano maestro da un po’. All’inizio ci ridevo su, perché Gassman una volta mi disse: «Fai attenzione che quando ti chiameranno così vorrà dire che è iniziata la decadenza». Io chiamavo maestro Fellini, anche quando poi diventammo amici, ma se devo scegliere un titolo preferisco artista. 

Perché?
Quando mi dicono: «Ecco un artista», la cosa mi gratifica di più. Ho fatto tante cose ma con un unico criterio: metterci sempre un po’ di arte dentro, battute intelligenti in tv, in radio, nel jazz. L’arte non guasta mai: perfino nella politica ce ne vorrebbe un  po’.

Lei che ha sempre precorso i tempi, è stato il 1° disc jockey italiano, come vede la musica made in Italy?
Bene: vorrei che le istituzioni ci aiutassero a difenderla. Nel mondo la canzone italiana, ex musica leggera, ha prodotto opere importanti e diverse, non ispirate alle mode o ad altri paesi… Penso a Battisti, De André, ma anche a Brunori, Cristicchi, Caparezza...

Cosa si potrebbe fare?
Un bel contributo in tal senso lo ha dato Baglioni col suo Sanremo: a una platea vasta ha fatto sentire brani e interpreti importanti. Io sono un grande fan della canzone italiana, in particolare di quella napoletana che è poesia.

Da Bandiera Gialla a Indietro tutta, lei ha tanto sperimentato e divertito il pubblico, segnando profondamente la tv. Ma oggi come la vede?
“Indietro Tutta 30 e lode” che abbiamo proposto di recente è stata seguitissima il che ha sorpreso anche me. Penso allora che la tv è molto hard come si dice del rock, aggressiva. C’è bisogno di una tv più soft com’era quella di Fabrizio Frizzi: elegante. Il pubblico vuol sorridere: il sorriso è merce rara, preziosa.

Quindi che fare, attingere al passato?
Tocca trovare una formula come fece ad esempio Fiorello col suo show: questa dovrebbe essere una meta della tv.

Lei ha lasciato la sua orma anche nel cinema scoprendo o valorizzando personaggi come Benigni, Frassica, Luttazzi. E oggi chi vede bene?
Vincenzo Salemme: è un attore bravissimo al cinema come in teatro, funziona sempre. Deve trovare la strada in tv, non so perché sia sottovalutato.

Al teatro Argentina domenica ci sarà “Mariangela!” nel 5° anniversario della scomparsa dell’adorata artista. Un evento da lei fortemente voluto per…
Ricordare un’attrice straordinaria che ho avuto la fortuna di avere come compagna. Sarà proiettato un documentario, che ha avuto menzione speciale ai nastri d’argento, che riassume il talento e la vita di un'artista completa. Speriamo intervengano alla serata tanti colleghi, amici, estimatori di Mariangela. La versione integrale del documentario, realizzato da Fabrizio Corallo, andrà in onda in tre puntate su Rai Storia il 13, 20 e 27 aprile…

Arbore e le donne.
Finalmente l’ora della riscossa è arrivata! Nel mondo artistico ieri erano pochissime le donne e invece adesso sono tante e più brave di noi uomini. Sono stato tra i primi con “L’altra domenica” a valorizzarle. Penso che dobbiamo dare a loro le redini.

Arbore e la politica.
È troppo disordinata e io mi rifiuto di essere comandato da politici che non mi piacciono. Stiamo attraversando un momento difficilissimo. In Italia c’è una bella differenza tra mondo dell’arte e della politica. I politici, poi, sono troppo indietro rispetto agli artisti. Noi siamo conosciuti nel mondo per arte, cultura, bellezza, design, architettura, moda, cucina, sport, cinema, libri, e poi invece l’immagine della politica italiana è disordinata e confusionaria.

Arbore e i social.
Navigo, ma non frequento i social. Ma nella rete credo ci sia moltissimo da scoprire per trovare strade nuove.

 

ORIETTA CICCHINELLI

 

 

 

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