La Roma crolla ma a testa alta

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CALCIO Gli applausi con cui i tifosi romanisti, a Barcellona, hanno comunque ringraziato i loro beniamini sconfitti, la dice lunga sulla partita della Roma. Una partita di equilibrio e coraggio, conclusasi con un punteggio in discreta parte bugiardo: 4-1 e andata dei quarti di Champions dolorosamente archiviata. Che dire del rigore negato a  Dzeko, sullo 0-0, a inizio primo tempo, per uno sgambetto di Semedo che l’arbitro Makkelie, pure in buona posizione, ha incredibilmente ignorato? Episodio che non cancella la superiorità dei catalani, certo, ma che ha pesantemente influenzato la gara. La sfortuna ci ha messo del suo: e lo dimostra l’1-0 dei catalani, al 38’, quando De Rossi, piombando su un tiro di Iniesta nel tentativo di impedire che il pallone arrivasse a Messi, infila Alisson. Nella ripresa, Manolas devia su Umtiti, ed è il 2° autogol. Qui la Roma si disunisce, e Piqué la punisce: 3-0, grazie a una ribattuta in rete di una corta respinta di Alisson su tiro di Suarez. Di Francesco si sbraccia e raddrizza i suoi: Defrel e Perotti fanno tremare Ter Stegen, che deve arrendersi all’80’ a Dzeko. Sul 3-1 si riaccende qualche speranza, che però Suarez chiude: segna il 4-1 definitivo e finisce il suo digiuno in Champions. A fine partita, lo stesso Dzeko, riferendosi al rigore negato: «Il Barça è più forte, si sa. Non ha bisogno di regali. Noi, poi, abbiamo sbagliato molto».

SERGIO RIZZA

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