Marchioni: Sono uno chef pronto a litigare

  • Fedele Marchioni Solarino

CINEMA Una storia senza filtri e una strana copia di cuochi. Ma, partendo dall’inizio, ci imbattiamo in Valeria Solarino assistente sociale che lavora in un centro per ragazzi con disturbi neurologici e in Vinicio Marchioni famoso chef che non sa ben gestire la sua aggressività e la storia è quella di un incontro: con la diversità di un ragazzo (un ottimo Luigi Fedele) affetto da sindrome di Asperger che vuol fare il cuoco ad ogni costo.
Il film è Quanto basta (dal 5 in sala) by Francesco Falaschi e, se la Solarino confessa «di aver amato la mia Anna perché è una come tante, una persona che ha il coraggio di sporcarsi le mani, di essere concreta e pratica», Marchioni vuole presentarlo così: «Voglio dire che più che un film sulla cucina e su due cuochi è un film su un incontro tra un cuoco pronto a litigare, che sarei io, e un ragazzo che ama la cucina che per me all’inizio è solo un intralcio».

Vinicio Marchioni, come si è preparato per questo?
Volutamente mi sono preparato poco, anche se nella mia vita nei ristoranti ho lavorato e ho fatto di tutto, anche lavare i piatti, quindi conosco bene il contesto.

E come si trasforma?
Parto da cinico verso tutti, ma poi scopro che noi normali abbiamo solo trovato un equilibrio che ci permette di sopravvivere mentre loro  affrontano tutto senza filtri. È proprio questo che  abbiamo cercato di raccontare senza il buonismo e il pietismo che spesso incombono in queste storie.

 

SILVIA DI PAOLA