Vanoni: Per me cantare è volare

  • Ornella Vanoni

ROMA «Per me cantare è volare. Avrei potuto scegliere di continuare la mia carriera come attrice ma ho preferito, e non senza iniziali difficoltà, entrare nel mondo della musica. L’ho scelta, per esempio rispetto al teatro, perché ha un valore aggiunto: la musica». Parola di Ornella Vanoni, una delle voci storiche della canzone italiana, tornata prepotentemente alla ribalta all’ultimo Festival di Sanremo con Imparare ad amarsi, brano cantato in trio insieme a Pacifico e Bungaro.

La cantante milanese sarà in scena stasera alle 21 al Parco della Musica per presentare il nuovo lavoro Un pugno di stelle (Sony Music), tre cd che raccolgono classici del suo repertorio e due brani inediti. «La scena musicale del nostro paese – racconta la Vanoni – è cambiata profondamente in questi ultimi anni. Ora ci sono i reality e i ragazzi vincitori vengono catapultati sui palchi d’Italia senza esperienza e, talvolta, senza repertorio. Noi abbiamo fatto fatica e lavorato duro per emergere».

Fondamentali nella sua carriera l’incontro e il confronto con altri artisti. «Su tutti indubbiamente Gino Paoli– spiega – ma anche gli anni con Sergio Bardotti, che mi hanno avvicinata al Brasile e oltre. Grazie alle sua lungimiranza ho avuto molti bei progetti che mi hanno portato a duettare con artisti importanti e a conoscere la loro realtà. Penso sia importante per un’artista entrare nel mondo degli altri. L’arte non finisce mai di incuriosire, ovviamente se si è curiosi. E io lo sono molto».
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STEFANO MILIONI