Leo: Un film sul bisogno di credere ad ogni costo

  • Io c'è

CINEMA Dicono che gli italiani sono fantasiosi e allora inventarsi una religione per non pagare le tasse può essere una soluzione per qualcuno che si vede fallire il B&B di lusso su cui paga un pacco di tasse mentre vede prosperare dall’altra parte della strada l’ostello delle suore che di tasse non ne pagano perché dai clienti  semplicemente si fanno pagare “con libere donazioni”. Allora  il nostro eroe, con la faccia di Edoardo Leo, si inventa l’Ionismo e, con l’aiuto della sorella commercialista Margherita Buy e dallo scrittore fallito Giuseppe Battiston, comincia a far concorrenza alle monache.

Succede in Io c’è (da oggi in sala) di Alessandro Aronadio che confessa: «Mia madre era una hooligan di Gesù ma io non riesco a non chiedermi perché c’è ancora bisogno di credere nelle storie inverosimili che raccontano le religioni. Abbiamo provato a riderne con rispetto,perché da ateo sento che il fedele ha qualcosa più di me».

Lo sente anche Margherita Buy? «No,ma mi ha divertito il trasformarsi del mio personaggio che all'inizio sembra molto distante da questi finti e veri credenti ma, siccome dentro ognuno di noi c’è qualcosa di cialtronesco, finisce per diventare una di loro”.

E per Edoardo Leo è stata persino una storia di famiglia: «Vengo da una famiglia molto credente e mentre giravamo non riuscivo a non pensare a mia nonna, ma tutto è stato fatto nel rispetto di tutti, per parlare del bisogno di credere ad ogni costo».

 

SILVIA DI PAOLA