Contro l'Inghilterra Di Biagio mischia le carte

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CALCIO Domani sera, l’Inghilterra. Per provare a fare qualche passo avanti. L’Italia prima versione di Gigi Di Biagio ha fatto quello che potuto, contro l’Argentina: poco, tutto sommato. Se però Insigne avesse segnato l’1-0, magari la storia sarebbe finita diversamente e anche i giudizi sarebbero stati altri. Resta comunque la sensazione che la colpa non fosse tutta di Ventura: magari non il top degli allenatori, però nemmeno l’ultimo degli sprovveduti. In sostanza: il materiale umano è quello che è, classe e temperamento non si comprano al supermercato così come la leadership. E allora è bastata l’Argentina-due per batterci e farci sprofondare nuovamente nella depressione. Inutile girarci intorno: serve tempo per ricostruire il movimento e servono giocatori che accumulino esperienza internazionale per poter poi sfidare le big. Emblematico, al proposito, il caso di Insigne: spesso travolgente in campionato, quasi mai all’altezza in azzurro. Domani, si vedrà. Con il probabile avvicendamento in porta tra Buffon e Donnarumma, ma non solo. Dovrebbe per esempio toccare a Belotti piazzarsi al centro dell’attacco al posto di Immobile (ma anche Cutrone è al ballottaggio), un altro che segna caterve di gol con la Lazio e che in nazionale si spegne. Forse perché la nostra serie A non è poi così allenante, per usare un termine caro a Capello e non solo. «Tutti noi vogliamo rialzarci, senza pensare ai blocchi mentali o altro  – così Pellegrini - abbiamo purtroppo più tempo rispetto agli altri per lavorare e dovremo sfruttarlo al meglio. Ci siamo stancati di vedere sempre gli altri vincere. Sono convinto che ce la faremo». Purché a ogni partita non (ri)comincino processi e accuse da parte di un ambiente che da mesi vive sull’orlo di una crisi di nervi. Servirebbero invece calma e vera programmazione: coraggio.

Domenico Latagliata

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